lunedì 14 marzo 2011

MEDIOCRACY - Human Progress – Endless Regress


Informazioni
Gruppo: Mediocracy
Anno: 2010
Etichetta: Asiluum Arts
Contatti: www.myspace.com/mediocracy/
Autore: Mourning

Tracklist
1. Mediocracy
2. The Enemy
3. Said And Done
4. A Way Out
5. Free Words
6. Answers
7. Changes
8. Suffocation
9. Human Progress

DURATA: 38:23

Sfogarsi liberamente urlando e suonando in maniera totally free? E' questa l'idea di base dei Mediocracy.
La formazione rumena è autrice, di un debutto, "Human Progress-Endless Regress", influenzato dal movimento crust/hardcore a tinte sludgy, irriverente, incazzato, privo di mezzi termini e sovrastrutture, il sound vivo e pesante ha goduto non poco della scelta scarna ed essenziale fatta per la produzione quasi "live".
 La formazione composta da Viez, Radu, Para, Dop e Costin (nostra vecchia conoscenza dato che è la mente dei Nightpray di cui troverete la recensione girando per il sito) voleva e ha ottenuto ciò che cercava con insistenza, dar vita a nove canzoni che rappresentassero un'espressione slegata da qualsiasi concetto di pensiero oppressivo sia esso riconducibile all'ideologia politica (nazismo e comunismo), economica (sistema capitalistico) o alla hit per eccellenza, l'oppio delle masse storicamente più incisivo, la Religione, tutte ovviamente con le annesse pseudo censure rispettate solo da coloro che "credono" in esse ma non da chi le ha messe in pratica imponendole ad altri.
Come si può reagire a un sistema corroso che ha radici nere composte di stolto materialismo a reggerne fortificate lo sviluppo? L'uomo progredisce, in un infinito regresso, è una figura che la vostra mente può tranquillamente inquadrare e il titolo non poteva che essere il miglior rappresentante del contenitore rivoltoso di cui i Mediocracy sono autori.
Trentotto minuti che non piaceranno ai radical chic, agli alternativi dell'ultimo minuto, che si sbattono e lasciano andare senza pensarci più di tanto in ritmiche che più volte ricordano l'approccio della scena svedese con tanto di comparto vocale che non è lontano dal portare alla memoria le prestazioni in sede post At The Gates di un certo signor Tompa (i Disfear ad esempio).
Anche se una "Changes" sembrerebbe attingere proprio da quella formazione e dai The Crown, è altresì vero che fanno capolino nel settore più rozzo e slow nomi che arrivano da zone oltreoceaniche quali Grief e Dystopia e i Nausea tornando invece nella zona crust, influenze importanti ma ben assimilate e sfruttate.
Il disco non si atteggia, non le manda a dire, infila episodi carichi di adrenalina e buone melodie che vengono infarcite quando richiesto da incursioni in territori più fangosi per acuire quel senso di profondo e scavato, è una cavalcata continua che prova a far emergere quel clima scontento e inesorabilmente radicato ormai nell'animo di chi è colpito da una situazione mondiale devastata da mali quali corruzione, odio e declino economico.
Calamità che portano l'uomo a scelte sconsiderate che lo privano della speranza, come non ritrovarsi quindi nelle sensazioni di malsano e disturbante verità che la titletrack, "Said And Done", "Free Words" o le conclusive "Suffocation" e "Human Progress" ci inveiscono contro.
La linfa vitale di "Human Progress-Endless Regress" è di un grigio saturo, la sua compagnia è tutt'altro che distensiva, è dura e pretende che l'ascoltatore stia ad ascoltare e a riflettere, va ben oltre la classica prova del genere tanto in voga (non parlo dell'underground ma delle uscite per grandi label) che gioca a fare i "duri e puri" con tematiche sociali spicciole, i Mediocracy affrontano seriamente una delle spine più grosse infilate nel culo della Terra sulla quale proliferiamo vivendo spesso e volentieri di cazzate.
Consiglio di godervi questo primo lavoro dei ragazzi, è intenso, ragionato e musicalmente molto appetibile, cuore, testa e canzoni scapoccianti per un trio che vale la pena di mandare on air.

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